Parlavi alla luna giocavi coi fiori
avevi l'età che non porta dolori
e il vento era un mago, la rugiada una dea,
nel bosco incantato di ogni tua idea
nel bosco incantato di ogni tua idea.
E venne l'inverno che uccide il colore
e un babbo Natale che parlava d'amore
e d'oro e d'argento splendevano i doni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni
ma gli occhi eran freddi e non erano buoni.
Coprì le tue spalle d'argento e di lana
di pelle e smeraldi intrecciò una collana
e mentre incantata lo stavi a guardare
dai piedi ai capelli ti volle baciare
dai piedi ai capelli ti volle baciare.
E adesso che gli altri ti chiamano dea
l'incanto è svanito da ogni tua idea
ma ancora alla luna vorresti narrare
la storia d'un fiore appassito a Natale
la storia d'un fiore appassito a Natale.
(Fabrizio De Andrè – Tutti Morimmo a Stento – 1968)
Lo Staff di Mondo Nirvana vi augura Buone Feste e vi dà appuntamento nel 2007.
E anche il 2006 sta per finire, una anno che ci ha regalato delle belle scoperte musicali, alcune conferme e molte delusioni, in definitiva eccovi la mia personalissima classifica di quello che nella notte del 31/12 non butterò giù dalla torre:
Io?Drama – Viscerale – In assoluto il cd che di più ho ascoltato in questo 2006, soprattutto nei primi mesi, a questo cd sono legati anche molti molti ricordi quindi ci sono particolarmente affezionato.
The Fratellis – Costello Music – anche se recentissimo è balzato nei primi posti della classifica grazie alla loro carica e al loro sound, meravigliosi, la colonna sonora del mio trasloco, li ricorderò anche x questo.
Pagoda – Demo 2006 & Last Days Soundtrack – beh che dire??? Li ho osannati parecchio e non vedo l’ora che esca l’album ufficiale della band, ri-confermo Micheal Pitt è un genio.
Fabri Fibra – Tradimento – Mi ha fatto scoprire e in parte amare un genere a me del tutto sconosciuto l’HIP HOP, Fibra è un grandissimo e i suoi testi mi piacciono da impazzire, amo tutti coloro che in qualsiasi modo e con qualsiasi genere hanno un qualcosa da dire e non parlano solo di banalità e poi quanti km insieme ad agosto.
Wolfmother – Wolfmother – Splendida Australia, quest’anno mi ha stupito sfornando della gran bella musica, loro sono in assoluto i miei preferiti.
The Kooks – Inside in Inside Out – C’è voluto un pò prima che dessi loro fiducia, il loro cd ogni tanto spuntava fuori sulla mia scrivania e io li ignoravo, in realtà sono davvero un’ottima band e mi sono piaciuti molto.
Raconteurs – Broken Boy Soldiers – Jack White è un grande non devo aggiungere altro.
Mondo Marcio – Sono Solo un Uomo mix tape – Idem come Fibra, anche se nel confronto mi piace un pelino meno perché è più monotono a livello di ascolto, però il ribelle di Molino Dorino è un grande……..damn right Brò (ps la colonna sonora del mio viaggio il 6/8, una figata)
James Blunt – Back to Bedlam – Che bei momenti tristissimi, quando uno è a terra non c’è niente di meglio del buon vecchio James x piangersi addosso un pò e pensare che c’è chi sta peggio di noi, che sfigato!!!!
The String Quartet – Tribute to Nirvana – Le canzoni di Nevermind in versione strumentale eseguite e arrangiate da un’orchestra vera e propria, come accadde nel caso dei Metallica riproposti in chiave classica dagli Apocalyptica, piacevoli da ascoltare, bello scoprire come il mito sia malleabile e risultare sempre meraviglioso in ogni versione proposta.
kukurbeu
Prendete i Cure, aggiungete un tocco di psichedelia ed atmosfere eteree e sognanti in perfetto stile dream pop: ecco a voi i Film School.
Questo quintetto di San Francisco (già, non si direbbe) suona molto "British style" e se la voce del cantante Krayg Burton ricorda per molti tratti quella di Robert Smith dei Cure, la loro musica, pur conservando una certa impronta new wave, strizza l'occhio allo shoegaze dei My Bloody Valentine e degli Slowdive.
Ascoltando i primi pezzi dell'album sembra di essere incappati nei nuovi Cure, vuoi per la voce, ma anche per certe atmosfere marcatamente new wave.
On & On è ottima come apertura, un pezzo orecchiabile e psichedelico di sicura presa, mentre Harmed suona molto Cure ultima maniera.
La psichedelica Pitfalls è uno dei pezzi migliori dell'album, trascinante, con un ritornello ipnotico di grande impatto.
In Breet tornano sonorità new wave, con echi Joy Division e un finale serrato.
Con la bellissima e dolcissima He's A Deep Deep Lake avviene invece la svolta che non ti aspetti: il pezzo è infatti etereo, intenso, sognante nei cori e tastiere, tanto da ricordare da vicino i My Bloody Valentine e gli Slowdive.
Dopo Garrison, indefinibile piece strumentale, con 11 11 per un attimo ritornano le atmosfere dell'inizio album, con chitarre psichedeliche e ritmica martellante, ma il pezzo risulta un po' troppo lungo e ripetitivo.
I due pezzi seguenti confermano la svolta eterea dell'album.
Sick of the Shame, con chitarre acustiche ed atmosfere rarefatte ed evocative pare una colonna sonora da film (Film School appunto) con un finale stile Verve, mentre Like You Know è una ballata eterea e spaziale di sconfinata bellezza, che ricorda molto da vicino gli Slowdive.
Per finire la languida P.S. con archi e tastiere in evidenza e finale psichedelico.
Insomma un album davvero interessante per questa giovane band che dimostra di avere talento. Da tenere d'occhio.
fakeplastic3