Mondo Nirvana

Un'isola "grunge" dove farsi una cultura musicale.
lunedì, 10 novembre 2008

Ellioth Smith

Steven Paul Smith (vero nome di Elliott Smith), nasce al Clarkson Hospital di Omaha, in Nebraska il 6 agosto 1969. A quel tempo la madre Bunny Welch (nata Bunny Kay Berryman), era un'insegnante di scuola elementare e il padre, Gary Smith, era uno studente di medicina all'Università del Nebraska. Circa un anno dopo la sua nascita i genitori divorziano: il padre Gary si arruola nell'aviazione americana, mentre la madre si trasferisce assieme al figlio a Duncanville, un sobborgo di Dallas, Texas. Nel Luglio del 1973 Bunny si risposa con Charlie Welch, il quale successivamente sarà accusato di violenze domestiche sia ai danni della sua nuova moglie, sia ai danni del figlio adottivo.

Steven impara a suonare il pianoforte e la chitarra all'età di 9 anni e scrive la sua prima canzone a 13 anni. A 14 anni, stanco delle violenze subite dal patrigno, decide di andare a vivere con il padre e si trasferisce a Portland, nell'Oregon, dove Gary Smith lavora come psichiatra. Durante il periodo delle scuole superiori, Steven entra a far parte di una band chiamata Stranger Than Fiction (assieme ai compagni Garrick Duckler, Jason Hornick, e Adam Koval), e comincia anche a farsi chiamare con il nome di Elliott, anziché Steven. Il 3 giugno 1987 si diploma alla Lincoln High School di Portland.

Nel 1991 si laurea all'Hampshire College di Amherst, nel Massachusetts, con una tesi in filosofia e scienze politiche. Dopo il suo ritorno a Portland, fonda l'indie-band Heatmiser assieme a Neil Gust, Tony Lash, e Brandt Peterson (presto rimpiazzato da Sam Coomes). Il loro sound è stato comparato a quello dei Fugazi e di altre punk e grunge rock bands. Dal 1993 al 1996 gli Heatmiser pubblicano 3 LP e un EP. Il gruppo si scioglie nel 1996, ma non prima di aver firmato un contratto con la Virgin Records per realizzare l'album Mic City Sons.

Poco prima dello scioglimento della band, Elliott Smith comincia a registrare materiale per il suo primo album da solista, Roman Candle (1994), inizialmente inteso come una compilation di demo scartate dagli Heatmiser. Fu la ragazza che in quei giorni frequentava Elliott a spedire una cassetta con quelle canzoni al presidente della Cavity Search Records, Cristopher Cooper, il quale immediatamente si offrì di pubblicarle. Si tratta fondamentalmente di una raccolta di canzoni suonate con la sola chitarra acustica, occasionalmente accompagnata da brevi riff di chitarra elettrica e accenni di percussioni. Solo l'ultima traccia strumentale del disco "Kiwi Mad Dog 20/20" è suonata da una band al completo.

Ha inciso quattro album con etichette indipendenti e due per la DreamWorks Records. Raggiunge la popolarità massima nel 1997 quando Gus Van Sant chiede l'utilizzo di alcuni suoi brani per il film Will Hunting - Genio ribelle Miss Misery viene nominata all'Oscar come miglior canzone originale.

Musica

Le prime canzoni di Elliott Smith sono essenzialmente acustiche. Nei suoi ultimi lavori come XO e Figure 8, invece introduce arrangiamenti più completi con suoni orchestrali, influenzati dalla musica dei Beatles che lo hanno da sempre ispirato. Nel suo ultimo album (From a Basement on the Hill), cerca invece di ricreare le atmosfere dei suoi primi lavori.

Morte

Vittima della depressione, dell'alcol e delle droghe viene trovato morto a Echo Park vicino a Los Angeles  California all'età di 34 anni, vittima di due pugnalate al petto. Inizialmente la sua morte venne archiviata come suicidio, ma dopo l'autopsia ufficiale vennero lasciate aperte altre possibilità: mentre le sue crisi depressive sono compatibili con il suicidio, sono le cause della morte a lasciare parecchi dubbi. Infliggersi delle coltellate è un modo assolutamente atipico per darsi la morte. Inoltre il pugnale venne rimosso dalla fidanzata Jennifer Chiba prima dell'arrivo delle autorità. La sua morte quindi rimane velata dal mistero.

Poco prima di morire stava lavorando al suo ultimo e sesto album From a Basement on the Hill.

postato da: kdcforever alle ore 17:52 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, recensioni
venerdì, 11 luglio 2008

10/07/2008 io?drama live in Bresso

Bresso, Officina della Birra, dopo esserci gustati un paio di birre in compagnia, aspettiamo che sul palco salgano gli io?drama, ormai sia io che fakeplastic li abbiamo visti dal vivo innumerevoli volte, ma siamo contenti di aver portato persone che invece li venivano a vedere per la prima volta.

Finalmente alle 23 circa eccoli……………il palco è piccolo e la gente sembra distratta, ma alle prime parole di Fabrizio e alle prime note del gruppo, l’attenzione è tutta per loro.

Le cantiamo tutte, come ad ogni concerto dei drama a cui siamo andati, penso che era un po’ che per diversi impegni non riuscivo a venire ad una loro data, ma l’emozione che cresce è quella di sempre………i ragazzi sono in grande forma, e, personalmente ero curioso di vedere il nuovo bassista Davide Borroni come se la cavava. L’alchimia sul palco è rimasta invariata, la mia paura che qualcosa di magico si fosse rotto dopo l’uscita dal gruppo di Judas si è dissipata come neve al sole mentre scandivo ogni singola parola di ogni singola canzone, seguendo lo sguardo “ipnotico” di Fabri sul palco.

Ripenso ancora al primo concerto dei drama a cui fakeplastic (grazie di esistere) mi ha portato, ed è come se quel palco, quelle canzoni fossero rimaste immutate nel tempo riuscendo a trasmettermi le stesse emozioni delle prime volte, poi mi guardo in giro e mi rendo conto che intorno, fuori da quella campano di vetro, dove il tempo sembra essersi fermato in una sorta di limbo magico e meraviglioso qualcosa in realtà è cambiato……i ragazzi sotto il palco con le magliette del gruppo, le mani alzate, le voci che insieme alla mia cantano le canzoni non sbagliando neanche una parola………e allora ti rendi conto di come sto vedendo i drama crescere, arrivare sempre a più cuori della gente.

Scorre il tempo anche se non me ne accorgo, mentre faccio le foto per il sito ascolto i nuovi pezzi in anteprima che saranno nel prossimo album, e mi sento rassicurato………la magia continuerà ancora: i nuovi brani infatti sono una scarica di energia grezza che mi fa vibrare nelle membra, in particolare ho apprezzato molto “sinuosa” e non vedo l’ora di poterla riascoltare nuovamente.

Poi, quando sento le prime note di “preghiera agnostica” credo di aver perso cognizione di spazio e tempo intorno a me, amo troppo quella canzone, ad essa sono legati tantissimi ricordi di un periodo della mia vita davvero burrascoso, in macchina avevo il loro ep “viscerale” ancor prima che pubblicassero il cd ufficiale, quante volte ho ascoltato cantato e urlato a squarciagola quelle parole, e mentre ci ripensavo avevo la pelle d’oca e l’emozione era davvero tanta.

Il concerto si conclude, ahimè troppo troppo presto, rispetto a quanto avremmo voluto, inutile che vi dica un parere sulle singole canzoni che sono state eseguite, penso di averci scritto già troppe recensioni che potete leggere in questo sito e non voglio ripetermi, sono fantastiche ogni volte che le sento anche a distanza di un giorno un mese o un anno (questa è la grande cosa che distingue gli io?drama da chiunque altro). Come vi ho detto sono invece contentissimo per i nuovi pezzi, che speriamo (qualcuno di moooolto informato) ci ha svelato potrebbero essere pubblicati nel 2009.

Infine un po’ di ringraziamenti: a fine concerto nel piccolo backstage al quale abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di accedere ci siamo fermati a chiacchierare e a fare qualche foto con il gruppo, personalmente voglio inchinarmi davanti a Fabrizio Vercellino, Vito Gatto e Fabrizio Pollio per la loro disponibilità, gentilezza e amicizia che hanno sempre nei nostri confronti, pur essendo il nostro blog una piccolissima realtà nell’immenso oceano che è internet, a loro va tutto il nostro rispetto e la nostra ammirazione.

Voglio poi ringraziare i miei amici che sono stati con me ieri sera, Karla e Leo (grazie per la pazienza) la Dany (hai combattuto alla grande contro il sonno bastardo post 21.30) e ovviamente il Mane, amico e compagno di mille concerti.

P.s una nota da segnarvi assolutamente nel vostro calendario, il 6 settembre gli io?drama apriranno il concerto dei Marlene Kuntz a  Corsico, obbligatorio esserci mi raccomando.

Qui sotto qualche foto della data di ieri sera, spero le possiate apprezzare.

DSCN4357

DSCN4358

 

DSCN4369

 

DSCN4376

 

DSCN4378

postato da: kdcforever alle ore 11:07 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, recensioni, concerti, iodrama
martedì, 08 luglio 2008

Blood Red Shoes - Box of Secret

Una volta tanto l’Inghilterra  non ci regala l’ennesimo gruppo di ragazzini retro’ che ripetono e riarrangiano qualcosa dei Libertines o degli Oasis : stavolta questo duo, che va sotto il nome Blood red Shoes si tiene ben distante dalle mode, guardando ben oltre i soliti due accordi di chitarra apri pista  ed elargendo un lavoro compatto e qualitativo che spazia dal rock al grunge sprigionando le sue tossiche contaminazioni anche garage sin dalla prima “Doesn't Matter Much“, etilica e sfrontata.

“Box of secret, primo album per  Steven Ansell (voce e batteria) e Laura-Mary Carter (voce e chitarra) ha nei suoi 38 minuti un essenza infuocata non di meno, troppo fiammante per somigliare ai White Stripes ma paradossalmente vicino a dei The kills senza loop elettronici ma solo chitarre e batteria: come degli aminoacidi ramificati costruiscono, canzone dopo canzone, il tessuto sonoro del suono frenetico del duo di Brighton, che possiede tutto  quel che basta per sfornare grandi pezzi come “Say Something Say Anything“, uno dei pochi episodi in chiave indie/rock .

Come se non bastasse, copiosi ritmi garage pervadono il disco, ad esempio, in “Adhd” penetrante e caricato dal gioco vocale fra i due, entrambi cantanti e musicisti. E non mancano gli episodi piu’ impegnati, come “This is not for you”, che riporta ai Sonic Youth e alla scena grunge di Seattle, con le sue violente chitarre a lambire la sottile voce di Laura-Mary, in grado di scarcerare due stili vocali fra il sottile e l’urlato adeguandosi perfettamente ad ogni singolo pezzo .

Sono inglesi, ma impossibile con un disco cosi’ non guardare al mercato americano: questi “Blood Red Shoes “ tagliano davvero a fette le loro contaminazioni sonore, spingendo sempre al massimo sull'accelleratore: non c’e nemmeno il tempo per pensarci su che gia si arriva alla fine del disco, sempre piu’ convinti delle qualità di un gruppo che in “Forgive Nothing” sembra voler omaggiare i Nirvana reiterando nel disperato finale la parola “Nevermind” … non sara’solo un caso.

fonte www.storiadellamusica.it

Personalmente li trovo interessantissimi dal punto di vista musicale, ma soprattutto mi dichiaro ufficialmente follemente innamorato di laura-mary, una chitarrista, un'artista, un sogno!!!!! divina!!!!!!!! una dea del rock assoluta.

kuk

v46slimane_rockdiarym2

postato da: kdcforever alle ore 14:14 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, recensioni, news
mercoledì, 02 luglio 2008

Ministri - Diritto al tetto..........ovviamente canzone dell'anno

Lasciami per terra o trovami una casa
mica te l'ho chiesto io di fare qui una strada
metà dei soldi va per i recinti
l'altrà metà per ridipingerli
metà dei domiciliari sulle panchine
anche su quelle dove non ci si può sdraiare
diritto al tetto e non avere un tetto
diritto al tetto e non avere un tetto
diritto al tetto e non averlo

l'anima non serve serve un posto dove stare
l'anima alle bestie noi pensiamo con il pane
le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta
tiriamo su un ostello nella steppa

paga le immobiliari per rifarti il letto
paga i notai per aver tutto quanto scritto
paga l'affitto e poi vestiti a lutto quando hai capito quanto va giù il bozzo
paga la colpa di soffrire il freddo
paga la multa per dormire all'aperto
diritto al tetto e non avere un tetto
diritto al tetto e non avere un tetto
diritto al tetto e non averlo

l'anima non serve serve un posto dove stare
l'anima alle bestie noi pensiamo con il pane
le case vuote puzzano di marcio e di sconfitta
tiriamo su un ostello nella steppa

Diritto al tetto è il singolo che lancia il nuovo EP dei Ministri "La Piazza", magnifico imperdibile, grandiosi, vanno assoluitamente ascoltati.

KUK

10661

postato da: kdcforever alle ore 13:26 | link | commenti (10) | commenti (10)
categorie: musica, recensioni, news
martedì, 01 luglio 2008

Gorgoroth - Satana one of us...

I Gorgoroth si formarono nel 1992 su iniziativa del chitarrista Infernus, del cantante Hat (Hate in norvegese), e del batterista Goat. Il nome del gruppo è ispirato all’altopiano intriso di male e oscurità della terra di Mordor, un luogo immaginario della saga del Signore degli anelli di Tolkien.

Nel 1993 la band rilascia il suo primo demo, intitolato A Sorcery Written in Blood, contenente anche alcune canzoni di Burzum. Finito di registrare il demo, i Gorgoroth firmano un contratto con la casa discografica Embassy Records ed iniziano a lavorare al loro primo full, Pentagram. Pubblicato l’album, Goat lascia e viene sostituito da Frost dei Satyricon. Nel 1995 lascia anche Hat, che viene rimpiazzato da Pest. Da questo punto i Gorgoroth iniziano ad essere conosciuti nel panorama internazionale, dacché si lanciano in una serie di tournee tra la Norvegia e l’Inghilterra a fianco dei Cradle Of Filth. In seguito alla pubblicazione di Under the sign of hell (1997) ed al primo tour europeo, la casa discografica tedesca Nuclear Blast si accorda con i Gorgoroth nel 1998, quando la band pubblica il primo album con Gaahl vocalist.

Nel 1999 i Gorgoroth iniziano a sperimentare nuove idee mentre lavorano a Incipit Satan: alcuni pezzi risentono pesantemente dell’influenza industrial, dark ambient e noise, altri, come “When love rages wild in my heart” invece si spingono fino al blues di Danzig. In sostanza, l’album affronta la musica con una tendenza progressive, anche se rimane influenzato dal black tradizionale di stampo Infernus. Nel 2002, la band ritorna ad un black più delle origini, ma tuttavia differente dai primi lavori, dato che alcune canzoni sono state scritte dal bassista King ov hell, invece che da Infernus. Il disco successivo fu Ad Majorem Sathanas Gloriam del 2006.

Nel mese di ottobre del 2007 Infernus sancì lo scioglimento dei Gorgoroth, a causa di vari diverbi con Gaahl. Tutto ciò ha provocato dissidi molto forti, dato che Gaahl e King ov Hell dichiararono di riprendere l’attività della band senza Infernus. Il fondatore denunciò gli altri due membri, dichiarandosi il legittimo proprietario del copyright della band. La Regain Records prese le difese di Infernus e si preparò ad azioni legali contro gli altri due membri.

Ad ogni modo, le autorità norvegesi della “Patentstyret” (Ufficio Brevetti Norvegese) hanno riconosciuto il diritto sull’uso del nome e del logo della band a King ov Hell e Gaahl. I due non continueranno a lavorare con la Regain Records e stanno cercando nuovi componenti e di contattare una nuova etichetta per produrre un nuovo disco. Al momento, Teloch e Hellhammer dei Mayhem sono, rispettivamente, il chitarrista ed il batterista della band.

Il 1 febbraio 2004, durante il concerto tenutosi a Cracovia, la band esibì teste mutilate di pecora impalate, un bagno di 80 litri di sangue di pecora, simbologia satanica, quattro ragazze nude, issate in croce e bagnate di sangue. Una delle ragazze svenne e la polizia intervenne con un mandato di investigazione per offese alla religione e violenza agli animali - nonostante le parti di pecora fossero state regolarmente acquistate in un mattatoio -, e la controversia sancì la fine del tour.

Poco tempo dopo, Gaahl venne condannato a 14 mesi di carcere per aver malmenato un uomo norvegese, si dice anche che tentò di bere il sangue del malcapitato. Il vocalist dei Gorgoroth scontò solamente 4 mesi e dovette risarcire la sua vittima con 190,000 corone norvegesi. Gaahl rispose di aver agito per legittima difesa, dato che l’uomo era capitato nella sua abitazione in stato di ubriachezza.

Nel febbraio 2005, Infernus fu condannato a 3 anni di carcere per violenze carnali nei confronti di una donna di 29 anni. Il chitarrista dei Gorgoroth e un suo amico la incontrarono in un nightclub di Bergen. I due picchiarono la vittima e la costrinsero a fare sesso con loro, anche se entrambi sostengono che la donna fosse consenziente. È stato scarcerato nel marzo del 2007.

In un’intervista contenuta nel doppio DVD Metal: A Headbanger’s Journey uscito negli Stati Uniti nel maggio del 2006, Gaahl ha dichiarato che l’incendio delle chiese norvegesi agli inizi degli anni ‘90 è un qualcosa che sostiene al 100% e che sicuramente sarà ripreso e proseguito in futuro, per sradicare ogni traccia di cristianesimo. Questa affermazione ha spinto la polizia di Bergen, cittadina nei pressi della quale Gaahl vive, ad aprire un fascicolo sull’evento, nel caso che nella dichiarazione possano ravvisarsi gli estremi dell’apologia di reato.

Gorgoroth-017

postato da: kdcforever alle ore 08:35 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: musica, recensioni
sabato, 19 aprile 2008

Serj Tankian Live in Milan.

E finalmente arrivò il giorno del concerto di Serj a Milano.

Mesi e mesi di attesa e di aspettative che, diciamocelo in parte sono un po’ svanite per via dello scarno repertorio a sua disposizione.  Ma partiamo dall’inizio. Serata piovosa quella di giovedi, gli “In Me” il da me tanto promesso “meraviglioso” gruppo spalla apre il concerto, tre elementi che ho sopportato giusto 10 minuti, hanno tirato su un bel macello non c’è che dire ma di loro ricorderò soprattutto il chitarrista che cambiava chitarra ogni brano sfoggiandone alla fine un numero imprecisato.

Finita l’esibizione dei tre personaggi sopra citati parte un sound check lungo un sogno………..l’addetto alle chitarre alla fine della serata è risultato il personaggio dell’anno, voleva a tutti i costi il suo momento di gloria, e davanti ad un Alcatraz gremito per il Serj ha dato sfoggio di tutte le lezioni di chitarra imparate grazie al mitico corso di chitarra in dvd “Red Ronnie ti insegna a strimpellare in 200 uscite settimanali”…………..il pover uomo deve essersi fermato alla quarta quinta uscita, ammirevole però l’impegno e il fatto che ci credesse di essere un figo. Ti abbiamo tutti voluto bene. L’attesa era interminabile, il prode Leonardo, per l’occasione in versione monocolo, sfidava le folle e annegava l’attesa facendo la spola al bar, un saputello dietro di noi lanciava perle di saggezza e dava lezioni su come lui conoscesse la scaletta del cd a memoria……….dopo un po’ quell’ipod in suo possesso avrei davvero desiderato infilarglielo laddove non batte il sole…………….ma all’improvviso un boato, Serj è sul palco, parte il concerto.

Che dire,?!?!?! Tutte le canzoni dell’album sono state eseguite + una cover dei Dead Kennedys, per chi sperava in qualche brano degli storici SOAD è rimasta solo la delusione di una vana illusione.

Quando a parte la mitica "LIE LIE LIE" ci ritroviamo tutti a cantare a squarciagola, secondo me a qual punto è venuto giù tutto per il casino, bellissimo.

Bellissima la scena a cui assistiamo a pochi metri da noi, mamma papà e piccola bambina (3/4 anni al max) che dormiva come se nulla fosse con le sue mega cuffie sulle orecchie per proteggersi dal volume notevole del concerto, bravi genitori date una cultura a musicale ai vostri figli da subito, sono d’accordissimo.

Serj comunque un grande, presenza scenica e una voce che anche live è davero spettacolare, se un giorno i SOAD tornassero insieme sarebbe l’apoteosi poterli vedere dal vivo.

Si esce dal locale, e dopo un breve momento di shopping per le magliette ricordo, tutti al messicano per cibo e commenti, in generale devo dire che tutti eravamo contenti della serata, il concerto è piaciuto anche se ci aspettavamo qualcosa in più, insomma ci abbiamo creduto fino alla fine al sogno di sentire qualche brano storico.

Poteva essere tutto quasi perfetto, avremmo potuto concludere la serata con un degno brindisi messicano a base di tequila, ma su di noi come una retata di una militante proibizionista degna degli stati uniti anni 30, si è abbatuta la censura della nostra driver designata, che si era sobria, ma era anche senza patente, e quindi visto che la galera la dovevamo rischiare tanto valeva affrontarla da brilli.

Voto al concerto 7+

 

kukurbeu

SerjTankian_2007

postato da: kdcforever alle ore 20:34 | link | commenti (7) | commenti (7)
categorie: musica, recensioni, concerti
martedì, 18 marzo 2008

The Niro

Voglio segnalarvi un'artista emergente, che secondo me diventerà a breve un grandissimo. Per farvelo conoscere meglio ecco qualche news che ho trovato in rete.

Kukurbeu

Davide Combusti, in arte The Niro, nasce a Roma nel 1978. Il padre, batterista, gli trasmette sin da bambino l’amore per la musica e per la batteria, il primo strumento che impara a suonare. Con il passare del tempo alla passione per le percussioni si affianca anche quella per altri strumenti musicali, primi tra tutti chitarra e basso. Davide, ormai polistrumentista, inizia a collaborare con diverse formazioni capitoline in qualità di batterista. Nel 2002 decide di intraprendere un percorso più personale e fonda i “The Niro”, di cui è autore di testi e musiche. Dopo l’esperienza con la band, Davide prosegue da solo come cantautore, mantenendo comunque il nome d’arte.

Nel 2005 apre la data romana del noto cantautore norvegese Sondre Lerche e successivamente viene invitato a dividere il palco con una moltitudine di songwriters stranieri, come Tom Hingley, leader degli Inspiral Carpets e Lou Barlow dei Dinosaur jr, i quali si dichiarano suoi estimatori. Apre i concerti di Zephyrs, Okkervill River, Isobel Campbell, TKO e nel febbraio del 2006 viene invitato a suonare a Tucson, in Arizona. Si esibisce per due sere consecutive al Red Room (luogo nel quale spesso suona Howe Gelb) insieme con Tom Walbank, miglior bluesman 2005 dell'Arizona, e i Pearl Handed Pistol. Appena tornato in Italia non mancano altre occasioni per esibirsi dal vivo. The Niro viene chiamato come supporter, chitarra e voce, per la data romana del tour dei Deep Purple e successivamente come supporter per il tour della band inglese dei Circulus.

Nel 2006 la Radio dell'Università di Boston invita The Niro al tributo mondiale in onore di Elliott Smith, al quale partecipa con una reinterpretazione di Everything reminds me of her. Nell’estate dello stesso anno apre il concerto a Londra di Carmen Consoli e suona in giro per l’Europa: a Vienna, dove si esibisce al Tunnel e al Café Carina, e a Parigi, alla "Fléche d'or". Nel frattempo esce la compilation "A century of Covers", tributo ai Belle and Sebastian, nella quale The Niro torna al lo-fi con la cover casalinga di "I fought in a War".

Verso la fine del 2006 The Niro viene contattato da Chris Hufford, manager dei Radiohead, per partecipare a un progetto da lui prodotto , insieme a Ned Bigham, chiamato Anti Atlas. Davide scrive il testo e riarrangia parte del brano strumentale "Coro", così nasce "The Travellers", che compare nel disco Between Voices 2, uscito nell’agosto 2007 per l’etichetta inglese One little Indian. Nel frattempo The Niro continua ad esibirsi in apertura ad artisti di prestigio quali Badly Drawn Boy, Mirah, Isobel Campbell, Chris Leo.

Nel 2007 torna a Londra per esibirsi al the Fly e al The George Tavern. Poi parte alla volta di New York dove tra fine agosto e settembre si esibisce per cinque sere consecutive in alcuni club, tra cui il Pianos e il Sidewalk, dove sono cresciuti artisti statunitensi come Regina Spektor e Adam Green.

The Niro firma quindi con la Universal Music Italia il 26 ottobre 2007, lo stesso giorno in cui apre a Milano il concerto di Amy Winehouse. Il 1 Febbraio 2008 viene pubblicato il suo primo lavoro ufficiale, l'EP An Ordinary Man che contiene quattro brani (About love and indifference, Mistake, Just for a bit, On our hill) e lo street video del singolo About love and indifference. Testi e musiche sono dello stesso Davide Combusti, mentre i produttori sono Gianluca Vaccaro, che già ha lavorato con Carmen Consoli, e Roberto Procaccini, tastierista degli 8Ohm.

L’album vero e proprio d’esordio di The Niro, dal titolo omonimo, è previsto per la primavera 2008. A curare l'artwork sarà Mark Kostabi artista newyorkese già autore, tra l'altro, delle cover di Use Your Illusion I dei Guns'n'Roses e di Adios Amigos!dei Ramones.

(Fonte Wikipedia)

postato da: kdcforever alle ore 17:03 | link | commenti | commenti
categorie: musica, recensioni, news
giovedì, 28 febbraio 2008

Linea 77 - Horror Vacui

Un titolo emblematico che accompagna fin dall’inizio la nascita dei nuovi brani e ne contraddistingue il mood: “Horror Vacui”. Letteralmente, dal latino, “paura del vuoto”. Il vuoto che spinge gli esseri umani a circondarsi di oggetti, spesso feticci tecnologici, per dare sollievo alle proprie mancanze umane, affettive e sociali. Non un dito puntato, ne un’accusa sparata nel mucchio, piuttosto la presa di coscienza di ciò che ci sta accadendo, nessuno escluso.

La band inizia a comporre, rimettendosi in gioco, lavorando su un doppio binario che affianca l’hardcore degli esordi ad un suono più dark. Una tensione inedita pervade le registrazioni, frutto anche dell’introduzione di una seconda chitarra, imbracciata da Dade. Dopo una pre-produzione di sei, sette mesi (molto di più che in passato), i Linea 77 si ritrovano ad avere tra le mani tredici pezzi.

A settembre 2007 volano negli States. Come per Available for Propaganda la meta designata è la scintillante e arsa Los Angeles, dove passeranno due mesi agli Skip Saylor Studios, in compagnia di Toby Wright, a cui si devono alcuni dei dischi fondamentali di gente del calibro di Korn, Metallica, Fear Factory, Slayer, Soulfly, Primus, Alice in Chains, Ozzy Osbourne e Kiss. Seguendo i consigli di Toby Wright, i Linea decidono di registrare le due chitarre e la batteria, in un’unica ripresa. Passano, quindi, la prima settimana di studio a provare e riprovare i brani e arrivano al giorno della registrazione caldi come l’inferno.

Riprodurre in studio l’energia live è un vecchio sogno che si avvera, la scelta si rivela la migliore possibile. Da questo momento in avanti si lavora su sovraincisioni, voci e miraggi. “Horror vacui” non sarà più solamente un’idea che balena e che tormenta, ma un album a fuoco, figlio di una band solida, coesa e convinta dei propri mezzi come non mai.

Ospite unico di “Horror vacui” è Tiziano Ferro, che ha prestato la sua voce e la sua penna per il testo di “Sogni Risplendono”. Il rapporto tra la band e il cantante nasce a seguito di un’intervista rilasciata da quest’ultimo, che confessò che un giorno avrebbe voluto collaborare con i Linea 77. L’occasione si presenta con “Horror Vacui” e il risultato è sorprendente, l’ennesima sfida vinta. Un Tiziano Ferro inedito, alle prese con quanto, apparentemente, di più lontano esista dal suo modo di fare musica, eppure straordinariamente convincente e nella parte.

Horror vacui è il disco con cui i Linea 77 si emancipano da loro stessi, da ciò che rappresentano. Una sfida vinta.

Per me, come sempre, cd dell'anno!!!!!!!

Kukurbeu

linea77

postato da: kdcforever alle ore 12:44 | link | commenti (1) | commenti (1)
categorie: musica, recensioni, news
venerdì, 23 novembre 2007

Serj Tankian – “Elect the dead”

Qualcuno ve l’aveva detto. Parliamo di un doppio album, di sindrome da “Use Your Illusion”, di prendi i soldi e scappa. La pubblicazione ravvicinata di Mezmerize/Hypnotize, seguita da una serie di concerti in discesa libera, ha segnato la separazione annunciata (dire definitiva è prematuro) dei System Of A Down. Il primo a farsi avanti, nemmeno troppo tempo dopo, è Serj Tankian, in un solista levigato in maniera artigianale e dato in pasto agli affamati di SOAD: l’irsuto vocalist ha curato in pratica ogni aspetto di questo disco, con sporadici aiuti tra cui quelli, in alcune tracce di batteria, dell’amico-compagno John Dolmayan e di Brian “Brain” Mantia (Primus).  Sin dalle prime note “Elect The Dead” sembra voler dimostrare chi erano veramente i System: Tankian si allontana di pochi passi dalla formula della sua formazione originaria, facendo navigare la propria voce, ovvia protagonista, in territori rock/speed punk, tinteggiati da vibranti cori al rallenty, sapori e scale orientaleggianti, filastrocche acide. Sono presenti in maniera diffusa, inoltre, brani ultra penetranti e melodie avvincenti, senza riempitivi o sperimentalismi prolissi. Resta il fatto, che Serj Tankian è un fottuto fuoriclasse. La sua voce è unica, vellutata, versatile e profonda, e grazie a questa l’artista riesce ad essere squisitamente raffinato in tutte le salse, nell’energetica “Money” quanto nelle melodie diffuse (su tutte “Empty Walls” e “Saving Us”). Volete i SOAD? Ecco “Beethoven’s C***”, e “The Unthinking Majority”.  Oltremodo gradevoli sono le parti di piano, presenti in molte tracce, che riescono ad essere sempre preziose e delicate, pure nella sperimentale “Praise the Lord and Pass the Ammunition”, unico vezzo concesso a se stesso da un artista che si temeva essere eccentrico nel senso della parola più vicino ad “esclusivo”: si scopre  invece che non c’è un singolo pezzo brutto in “Elect The Dead”, e non c’è un pezzo che, nonostante la calcata politicizzazione, possa essere ostico ai suoi ammiratori. Ora non resta che aspettare la risposta del vero cavallo pazzo, quel Malakian che ha graffiato gli ultimi capitoli dei System, più carico di aspettative ogni giorno che passa... nel frattempo godiamoci questo accessibile Serj, che desidera tanto ricordarci perché piace.

 

 

Pezzo consigliato -  “Sky is over” un capolavoro assoluto.

p57a

postato da: kdcforever alle ore 15:31 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: musica, recensioni, news
martedì, 11 settembre 2007

The Heartagram power………gli H.I.M

Gli HIM sono un gruppo rock finlandese, fondato nell'estate del 1995 con il nome di His Infernal Majesty dal cantante Ville Valo, dal chitarrista Lily Lazer (Mikko Lindström) e dal bassista Mige Amour (Mikko Paananen). I temi toccati da questo gruppo sono principalmente l'amore e la morte.

Il gruppo ha come simbolo l'heartagram, unione di un cuore e del pentagramma, racchiusi in un cerchio, a simboleggiare che l'amore viene dato dalla convivenza (cerchio) del bene (cuore) e del male (pentagramma), sentimento che a detta di Ville Valo è "forse non la cosa più importante, ma l'unico motivo per cui mi alzo dal letto la mattina".

Inizialmente la band pubblica il primo EP nel 1996, intitolandolo 666 Ways To Love: Prologue, il quale raffigurava in copertina il viso della madre di Ville Valo, Anita. L'inizio del loro successo è da imputarsi alla cover della ben nota canzone di Chris Isaak "Wicked Game".

Nel 1997, inizia la loro popolarità in tutti i Paesi nordici grazie all'uscita del loro primo album Greatest Love Songs Vol. 666.

Nel 1999 la loro notorietà si spinge fino in Europa, grazie all'album Razorblade Romance e in particolare ad una canzone di quest'ultimo, intitolata "Join Me In Death", utilizzata come colonna sonora nella versione europea del film Il tredicesimo piano.

Il 2001, è l'anno del loro terzo album, Deep Shadows And Brilliant Highlights, dal quale sono stati tratti quattro singoli, rispettivamente: "Pretending", "In Joy And Sorrow", "Heartache Every Moment" e "Close To The Flame".

Dopo la registrazione di Deep Shadows And Brilliant Highlights, tre membri del gruppo, Ville Valo (voce), Lily Lazer (chitarra) e Migè Amour (basso), danno vita ad un progetto rock and roll parallelo che prende il nome di Daniel Lioneye, modificando i ruoli all'interno del gruppo con a capo della band Lily Lazer (voce/chitarra), Ville Valo (batteria), Migè Amour (basso) più i restanti membri, Itä-Saksa, The Skreppers, New Rose e Ravenstorm . L'unico loro concerto si è tenuto al III Annual Tuska Open Air Metal Festival 2001 di Helsinki e non ne seguiranno altri.

L'album The king of Rock 'n roll non era mai stato previsto e alle 3 tracce iniziali sono state in seguito aggiunti altri 6 pezzi, tutti ideati e realizzati nei giorni dell'incisione. Hiili Hiilesmaa (produttore di 666 Ways To Love: Prologue & Greatest Lovesongs Vol. 666 e cantante del gruppo The Skreppers) partecipa nell'album in alcuni sottofondi particolari ("Lonely Road"). Tutte le foto presenti nel booklet sono state scattate da MIGÉ durante le loro vacanze a New York. È stato realizzato un video per "Never Been In Love" all'interno del quale sono stati inseriti stralci di videocassette private degli H.I.M e del concerto del 2000 del Provinssirock.

Nel 2003 la band rilascia il quarto album dal titolo Love Metal, titolo che racchiude in sé il nuovo genere musicale creato dalla band finlandese.

Il 2005 è l'anno della definitiva consacrazione. Forti di un nuovo contratto discografico con la major WarnerMusic, il nuovo album, Dark Light, uscito a settembre, viene distribuito per la prima volta anche negli USA, dove si piazza nella top 20 della classifica.

Il notevole successo del primo singolo estratto, "Rip Out The Wings Of A Butterfly", permette alla band di entrare le più significative realtà del rock mondiale, con frequenti apparizioni su emittenti musicali come MTV e concerti "sold out". Acclamato come nuova icona del rock, Ville Valo compare spesso sulle copertine delle più accreditate riviste del settore.

A settembre 2007 è prevista l'uscita su scala mondiale di Venus Doom il nuovo album è stato registrato nei Finnvox Studios durante la primavera del 2007 sotto la supervisione di Tim Palmer.

 

Fonte wikipedia.

heartagram2

postato da: kdcforever alle ore 20:06 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: musica, recensioni, news

Chi sono

Utente: kdcforever
Nome: Giovanni Tedesco
Musicista paranoico e come tutti gli "artisti" strano e lunatico all'inverosimile.......

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Partecipano

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte